Solitamente non hanno origini
recenti e vengono tramandati di generazione in generazione. Sono i proverbi. Quello
di “moglie e buoi dei paesi tuoi”, credo di averlo insegnato anch’io a mia
figlia, anche se il suo significato si è perso nella notte dei tempi. Qualcuno
lo potrebbe ritenere fuori moda o anche offensivo perché, in un certo qual
modo, mette sullo stesso piano e quindi di importanza, la donna con un animale.
Mutuando il titolo di un programma televisivo di successo, vorrei proprio che Gorizia fosse considerata, di nuovo, città d'eccellenza del bel vivere: una città a misura d'uomo. Una città, insomma, dove si va a vivere con piacere. Per non parlare, poi, del suo territorio, ricchissimo di storia, tradizioni, luoghi bellissimi da scoprire.
La terra di sopra: l'opera letteraria di Fosca D'Agostino ambientata nella Gorizia medioevale
Ho conosciuto Fosca
D’Agostino una calda mattina di inizio luglio. Mi è venuta a trovare dopo un
primo contatto via messenger. Il Blog Vado a vivere a Gorizia e gli incontri che vengono organizzati in sala Bassi stanno dando i loro frutti, ovvero sta emergendo la ricchezza intellettuale di questa nostra terra. Fosca ci teneva a presentarci e parlarmi della sua opera
prima “La terra di sopra” ambientata a Gorizia nel 1499, proprio durante
l’invasione turca.
In vino veritas: ovvero il vino dei poeti
Emilio Rigatti li ha
definiti gli alchimisti delle colline. Per me, ognuno di loro – anche se questo
può essere facilmente prevedibile in un piccolo territorio come Gorizia – è
legato ad un piacevole ricordo. In alcuni casi la memoria mi riporta addirittura
a fatti e momenti che risalgono alla mia infanzia ed adolescenza. Sono i
vignaioli di Oslavia. Quello sparuto gruppo di poeti visionari che hanno
creduto in un sogno: quello di realizzare il “vino vero”.
Piante acquatiche e pesci rossi antizanzare: le eccellenze in Friuli
Zampironi? Fornelletti? Insetticidi? Roba vecchia e anche
tossica. Chi si vuole liberare delle zanzare tigre in modo rapido, eco
sostenibile e alla moda deve procurarsi un pipistrello oppure, se possiede un
giardino piano, costruire un laghetto in grado di ospitare dei pesci rossi. Insomma,
la scelta è relativamente facile. Perchè un pipistrello o
magari un’intera famigliola di questi piccoli mammiferi volanti in una
notte possono mangiarsi fino a 2.000 zanzare a testa. Fondamentale, per attirare
sul proprio terrazzo o nel proprio giardino questi simpatici killer alati è
necessario mettere loro disposizione la bat box. Il momento migliore per farlo
è tra marzo a maggio, quando escono dal letargo: si appende ad almeno quattro
metri da terra e poi si aspetta l’arrivo di una coppia di potenziali inquilini.
Sopravvivere “Into the wild”: ce lo insegna Pierpaolo Merluzzi.
Se
c’è una cosa che ammiro in Pierpaolo Merluzzi è quella che per ogni fiore o
pianta ne conosce il nome e l’uso. Cosa che, peraltro, avrei sempre desiderato
saper fare, ma mi sono accorta di essere proprio del tutto negata; perché non
riesco andare al di là dei nomi delle piante del mio giardino ed anche in
questa situazione a volte sbaglio, estirpando - ritenendole erbacce - piante
che, invece, ero stata io stessa ad aver seminato.
Fiabe, solidarietà e saperi antichi. Sibilla Pinocchio si racconta
Definirla scrittrice è riduttivo, anche se è questa la sua
attività principale e come tale si presenta. Per me è una fata, così come il suo stesso nome è un
programma. Perché chiamarsi Sibilla Pinocchio e non ispirare, istintivamente,
un mondo fantastico, è praticamente impossibile. Un mondo che Sibilla rappresenta
egregiamente ed è quel mondo ideale, fatto di solidarietà, gioia di vivere,
saggezza e condivisione della conoscenza che credevo ormai relegato soltanto
nelle fiabe che lei racconta. Evidentemente c’è in lei stessa quel tocco di
magia che chiunque di noi ha sognato di ricevere fin dalla più tenere età.Gianni Marizza racconta: In guerra, la prima vittima è la verità.
Scrittore infaticabile di storia, geopolitica ma anche
narratore con un po’ di nostalgia nei confronti della sua terra d’origine. E’ Gianni
Marizza, che abita a Roma, ma il suo cuore è rimasto qua, nell’Isontino. Generale
degli Alpini, ha comandato la Brigata Julia, è stato Vice Comandante del Corpo
d’Armata Multinazionale in Iraq ed ha partecipato a missioni di supporto alla
pace in Africa, nei Balcani e in Medio Oriente. Conosce varie lingue e, ironico
com’è, gli piace sottolineare che si fa capire abbastanza bene anche in
italiano. Con noi, ama invece dialogare in dialetto.
Laureato in scienze strategiche a Torino e in scienze
internazionali e diplomatiche a Trieste, è esperto in Geopolitica e Gestione
delle crisi, materie che ha insegnato all’Università di Roma “La Sapienza”. E’
stato presidente di un gruppo di pianificazione della NATO e Direttore
dell’Istituto alti studi della difesa. Giornalista e scrittore, è autore di
numerosi libri a carattere storico e sulle missioni di peacekeeping. È
insignito della “Legion d’Onore” francese. Che dire di più per presentare questo
concittadino che, riposti i manuali tattici nel cassetto, inebria per la
chiarezza con la quale espone fatti, storie, verità e bugie. Già, perché
amaramente Marizza sottolinea, in guerra la prima vittima è la verità; insomma
la storia è ricca delle bufale che i governanti raccontano e alle quali la
gente crede ciecamente. E sono queste storie inventate che Gianni Marizza ci
racconterà mercoledì 11 aprile alle 18.30 in sala Dora Bassi a Gorizia, nell'ambito della nuova serie di incontri "Saperi, viaggi, esperienze". Un’occasione
da non perdere per conoscere ciò che i libri di storia ci hanno sempre tenuto
nascosto.
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