Il cavallino d’oro celebra i trent’anni dell’Isola della Cona

Riserva naturale della Foce dell’Isonzo: natura, birdwatching e itinerari a pochi chilometri da Gorizia

In un anno in cui il nostro territorio è sempre più al centro dell’attenzione per il turismo culturale e di prossimità, può sembrare quasi paradossale dover ricordare che a pochi chilometri da Gorizia esiste uno degli ambienti naturali più significativi dell’intero Nord Adriatico. Eppure è così. L’Isola della Cona, che proprio quest’anno celebra i trent’anni dall’istituzione della riserva naturale, continua a essere per molti un luogo “vicino ma sconosciuto”, una meta rimandata, una gita che si promette di fare prima o poi.

Nei mesi scorsi ho scritto un libro di fiabe ambientate nei luoghi del nostro territorio. La tipografia me ne ha consegnato le copie proprio nei giorni scorsi: hanno ancora quel buon odore delle cose fresche di stampa, che invita ad aprirle e sfogliarle piano. Un modo semplice, quasi giocoso, per invitare i bambini — e con loro anche i genitori — a fare quelle gite “fuori porta” che a volte dimentichiamo di fare proprio dove viviamo. Nel libro si incontrano le gallerie del Brestovec, la grotta di San Giovanni d’Antro, le cicogne di Fagagna ed anche l’Isola della Cona. Qui vive il cavallo Lino, che deve ancora decidere cosa vuole essere.

Pasquale De Simone: l’esule che costruì il dialogo sul confine di Gorizia

C’è un’assenza che pesa. Nel tempo in cui Gorizia e Nova Gorica sono state Capitale europea della cultura, il nome di Pasquale De Simone è rimasto ai margini del racconto pubblico. Non per mancanza di merito, ma forse per quella discrezione che ha caratterizzato tutta la sua vita. Eppure, proprio nel momento in cui la città ha celebrato il superamento del confine, sarebbe stato naturale — e doveroso — ricordare chi, quando quel confine era ancora chiuso e carico di tensioni, ha lavorato perché diventasse uno spazio di relazione.

Il giorno della sua morte è allora l’occasione per restituire questa mancanza, senza polemica ma con chiarezza. Perché alcune figure non chiedono celebrazioni, ma attenzione. E se non vengono nominate, il rischio non è solo l’oblio: è la perdita di continuità tra ciò che siamo stati e ciò che diciamo di essere oggi.

Giardini, Balconi Fioriti e Orti 2026 Facciamo rifiorire le nostre città con i migliori spazi verdi di casa

Torna per il settimo anno il concorso più verde della città! Il Centro per la Conservazione e Valorizzazione delle Tradizioni Popolari di Borgo San Rocco, instancabile custode delle tradizioni cittadine ed anche super attivo nel promuovere il territorio, lancia la nuova edizione del concorso dedicato ai giardini, ai balconi fioriti e agli orti domestici. Coopera alla realizzazione del concorso, per il quarto anno consecutivo, l'associazione Turistično Društvo di Nova Gorica, partner convinto ed entusiasta dell'iniziativa, e collabora inoltre, per il secondo anno consecutivo, l'Associazione goriziana Animalíe odv.

Anche nel 2026 il concorso si amplierà con ulteriori offerte formative e di reciproca conoscenza: saranno proposte conferenze tematiche e passeggiate in città alla scoperta del verde pubblico e privato. Il concorso e tutti gli eventi sono aperti alle cittadinanze e saranno sempre garantite le traduzioni simultanee in italiano e sloveno.

Eredità interrotte. La casa rossa sotto il monte

Se c’è una cosa che mi dispiace molto è che i miei cugini abbiano demolito la casa dove mia nonna visse a Palazzo, subito sotto il monte. Capisco le loro necessità. Capisco il modernismo. Capisco anche che quella casa probabilmente non aveva fondamenta solide. Ma il ricordo di quella facciata rossa con la riga bianca, quasi sotto il sasso di San Belin, è rimasto immutato nella mia mente.

Era una casa povera, essenziale, costruita per resistere più che per durare. Eppure dentro quelle mura si custodiva un sapere che non ha mai trovato posto nei libri.

Un pomeriggio tra la carta a cavallo del confine

Ci sono luoghi che non si visitano soltanto. Si attraversano con passo leggero, quasi in punta di piedi. E quando si esce, si ha la sensazione di aver portato via con sé qualcosa di invisibile: un silenzio, un pensiero, una piccola emozione che continua a lavorare dentro.

È quello che mi è successo nei giorni scorsi, insieme a un gruppo di amici, durante la visita alla biblioteca del convento della Castagnavizza

Mrzli Vrh, la cima fredda che in marzo si accende di crocus

Ci sono luoghi che non fanno rumore. Non compaiono nelle guide patinate, non hanno piazze monumentali né lunghe file davanti a un museo. Eppure restano dentro, come certe parole dette sottovoce. Mrzli Vrh, sopra Žiri, è uno di questi.

A dire il vero, da un paio d’anni questo nome torna a comparire con una certa puntualità sul mio schermo. Qualcuno posta su Facebook fotografie meravigliose: prati letteralmente accesi di crocus, onde viola e bianche che sembrano dipinte. Io guardo, mi incanto… e poi scopro che ormai è tardi. La stagione sta finendo, la fioritura è già al culmine o addirittura al tramonto. E così rimando. “L’anno prossimo”, mi dico.

Gorizia, città perfetta per viverci. Parola di studentessa

Ci sono giornate che sembrano costruite apposta per ricordarti perché ami raccontare i luoghi. La mia è stata una di quelle. Questa mattina ero a Concordia Sagittaria per presentare il mio libro Donne tra due mondi. Come sempre accade, prima ancora di parlare delle storie del libro, ho parlato della mia città: Gorizia. Ho raccontato di una città di confine, di una città che ha sofferto, di una città che porta addosso le cicatrici della storia ma anche una straordinaria ricchezza culturale. In fondo mi succede spesso: parto per parlare di un libro e finisco per fare quasi da ambasciatrice della mia città, una specie di testimonial involontaria di turismo culturale.