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| Simon Gregorčič, poeta sloveno di Gorizia, ritratto |
C'è un momento, nella poesia Soči, in cui l'Isonzo smette di essere soltanto
un fiume. Fino a quel punto Simon Gregorčič lo ha guardato come si guarda
qualcosa di intimamente familiare: acqua limpida, montagne, la valle
dell'infanzia. Poi il paesaggio cambia. Compaiono le tombe, la patria, una
minaccia che arriva da sud, il piombo, il sangue. E quel componimento scritto
alla fine degli anni Settanta dell'Ottocento, molti decenni prima delle
battaglie dell'Isonzo, finirà per essere letto come una profezia della Grande
guerra.
È questa probabilmente l'immagine più nota di Gregorčič.






