L'Etiopia e l'impero fascista: la conquista che durò cinque anni

 di Tassilo del Franco

Parte seconda. La prima parte la trovi qua!


Dopo un decennio in cui il fascismo aveva acquisito il consenso delle masse italiane, e aveva celebrato per diversi aspetti reali progressi, modernizzando il paese con rilevanti opere pubbliche, bonifiche e conquiste sociali, il Duce decise che era venuto il momento di conquistare finalmente l’impero d’Etiopia, vendicando le disfatte subite dall’Italia un quarantennio prima. 

Il maj: storia, simboli e futuro della tradizione di confine tra Gorizia e Slovenia

Martedì ero a Vipava. Ci sono andata per i sarcofagi di Lavrin. Vipava è uno di quei posti che ho nel cuore da anni e che ogni volta che ci torno mi regala qualcosa di diverso. La luce del mattino era ancora fresca, la valle stava svegliandosi piano, e io avevo quella sensazione che ho quasi sempre quando mi avvicino a certi luoghi: che il tempo lì si muova a un ritmo suo. Ma non è di Lavrin che voglio raccontarvi oggi. È di quello che ho visto sulla strada.

Mussolini e le origini del fascismo: dalla Grande Guerra alla marcia su Roma


di Tassilo Del Franco

(prima parte)
 
La sciagurata Grande Guerra, voluta dagli irredentisti dei circoli di patrioti, giornalisti, poeti, artisti della borghesia, che in Italia erano una parte decisamente minoritaria ma in vista della società, aveva coinvolto tutto il paese, e aveva portato i suoi uomini, a milioni, a sacrificarsi al fronte. 
670 mila furono i morti accertati, dall’Isonzo al Carso, dal Grappa al Piave. E molto più di 500 mila i mutilati e invalidi. L’Italia contava allora 36 milioni di abitanti, di cui uno su trentuno era morto o rimasto inabile, lasciando spesso la famiglia in miseria. 
Non c’era stato un solo motivo razionale per entrare in conflitto con paesi alleati dal 1882, per puntare alla “liberazione” di genti che, per una buona parte, non desideravano affatto di essere annesse al regno d’Italia.

Ervino Pocar, l'uomo che ci ha regalato Kafka

Ervino Pocar nasce a Pirano nel 1892, cresce a Gorizia tra lingue e frontiere, e diventa il più grande traduttore dal tedesco che l'Italia abbia avuto. Kafka, Thomas Mann, Hermann Hesse: trecento opere portate in italiano nel corso di cinquant'anni alla Mondadori. Una figura che Gorizia, Capitale Europea della Cultura, ha inspiegabilmente ignorato. Questo post è un piccolo debito saldato.

Giolitti, la guerra di Libia e il mito coloniale italiano


Dall’età giolittiana alla guerra di Libia: tra ambizioni coloniali, propaganda e realtà di un territorio povero e conteso.

Questi approfondimenti nascono dall’incontro con Tassilo del Franco, tenutosi lo scorso 14 aprile presso la Sala Dora Bassi.
Un’occasione preziosa per rileggere, con maggiore consapevolezza, pagine spesso semplificate della nostra storia. 

di Tassilo Del Franco 

Giovanni Giolitti, piemontese di Mondovì, caratterizzò l’ultimo decennio dell’’800 e il primo ventennio del ‘900 italiano, l’ “età giolittiana”. 
Formò, tra interruzioni e riprese, parecchi governi, e fu uomo pragmatico, duttile, usando l’arte tutta italiana di tenersi a galla tra i flutti impetuosi delle polemiche e instabilità politiche, caratteristiche del paese che governava. Uscito dalla sinistra storica e poi divenuto convinto liberale, cercò sempre il consenso dell’opposizione, specie tra gli amici moderati dell’altro schieramento, tanto da venir considerato un socialista dalla destra e un conservatore dalla sinistra. In realtà la sua opera portò notevoli vantaggi agli umili e agli svantaggiati della società, che uscirono in buona parte dall’indigenza, per la sua opera di governo.

25 aprile: le due liberazioni di Trieste e Gorizia — storia, memoria e confine


Il 25 aprile sul confine orientale ha due volti. Con Raoul Pupo e le storie di Alma e Ana, raccontate nel podcast Voci dal confine.

Il 25 aprile, l'Italia celebra la Liberazione. Ma chi conosce Trieste e Gorizia sa che questa data, qui, non ha mai avuto un significato unico. Non una sola voce, non una sola memoria, non una sola bandiera

Per capire perché, dobbiamo leggere ed ascoltare lo storico Raoul Pupo, già professore di Storia contemporanea all'Università di Trieste e uno dei massimi studiosi del confine orientale. Nel suo video "Le due liberazioni di Trieste", realizzato per l'IRSREC FVG nel 2020, Pupo offre una chiave di lettura che vale per tutta la Venezia Giulia — e che cambia il modo in cui guardiamo al 25 aprile su questo confine.

Le nozze coi fichi secchi: Crispi, Dogali e Adua – il disastro coloniale italiano in Etiopia

 


di Tassilo Del Franco


Dalla spedizione di Dogali alla disfatta di Adua: la politica coloniale di Francesco Crispi e l’illusione italiana di conquistare l’Etiopia. Una storia di errori, arroganza e umiliazione.
 
Francesco Crispi era stato un garibaldino siciliano, e aveva avuto un ruolo di rilievo nella spedizione dei mille. 
Il padre era alberëshë, della comunità albanese cristiana insediata nel Sud nel XV e XVI secolo, per sfuggire ai musulmani turchi, e conservava la lingua degli antichi antenati. La madre era siciliana.