I. Il radioso maggio
Il 24 maggio 1915 era una mattina di tarda primavera. Le truppe italiane varcarono la frontiera verso il Friuli orientale ancora prima che il sole fosse alto, mentre a Venezia — quasi in risposta — due aerei austro-ungarici lanciavano le prime bombe sulla città. Quattro feriti, e i veneziani che guardavano dai balconi come se fosse uno spettacolo, seguendo le nuvolette di fumo prodotte dalla contraerea con quella che un giornalista dell'epoca chiamò «serenità goldoniana». Sulle altane si scherzava, si facevano commenti, si tirava su il morale come si fa a una partita. Nessuno sembrava ancora capire — o forse nessuno voleva capire — cosa stesse davvero cominciando.





