Dall’età giolittiana alla guerra di Libia: tra ambizioni coloniali, propaganda e realtà di un territorio povero e conteso.Questi approfondimenti nascono dall’incontro con Tassilo del Franco, tenutosi lo scorso 14 aprile presso la Sala Dora Bassi.
Un’occasione preziosa per rileggere, con maggiore consapevolezza, pagine spesso semplificate della nostra storia.
di Tassilo Del Franco
Giovanni Giolitti, piemontese di Mondovì, caratterizzò l’ultimo
decennio dell’’800 e il primo ventennio del ‘900 italiano, l’ “età
giolittiana”.
Formò, tra interruzioni e riprese, parecchi governi, e
fu uomo pragmatico, duttile, usando l’arte tutta italiana di tenersi a
galla tra i flutti impetuosi delle polemiche e instabilità politiche,
caratteristiche del paese che governava. Uscito dalla sinistra storica e
poi divenuto convinto liberale, cercò sempre il consenso
dell’opposizione, specie tra gli amici moderati dell’altro schieramento,
tanto da venir considerato un socialista dalla destra e un conservatore
dalla sinistra. In realtà la sua opera portò notevoli vantaggi agli
umili e agli svantaggiati della società, che uscirono in buona parte
dall’indigenza, per la sua opera di governo.