Gorizia e le identità imposte: quattro invasioni, non un Risorgimento


Perché il Risorgimento non basta a spiegare Gorizia: quattro identità arrivate da fuori in un secolo, mai scelte da chi la città la abitava.

Un amico, storico, mi ha scritto in questi giorni alcune considerazioni a proposito di un mio post sul Risorgimento. Mi ha fatto notare che a Gorizia, nell'Ottocento, non ci fu un solo Risorgimento: ce ne furono più d'uno, paralleli e concorrenti — italiano, sloveno, croato, tedesco — e nemmeno uno riuscì a imporsi come processo compiuto prima che l'esito arrivasse, nel 1918, da fuori.

Ester Pastorello: la bibliotecaria che salvò i libri e resistette al fascismo a Gorizia e Torino


Ci sono figure che arrivano nel momento in cui si è pronti a incontrarle. Ester Pastorello, nata l'8 dicembre 1884 a Montagnana, è una di queste. Direttrice della Biblioteca isontina di Gorizia dal 1925 al 1927, è una donna che ha attraversato il suo mestiere con una lucidità e una coerenza rare: un'idea precisa di cosa significhi prendersi cura di un patrimonio e, attraverso quel patrimonio, della comunità che gli ruota attorno.

Risorgimento a Gorizia: una categoria che non torna


Gorizia era asburgica durante il Risorgimento. Perché applicare questa categoria storica alla città di frontiera non ha senso storiografico.

Ha senso parlare di Risorgimento a Gorizia?

A Gorizia è stato costituito un Comitato dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Il problema è che a Gorizia, durante il Risorgimento, l'Italia non c'era.

Nel 1906 venne costituito il Comitato nazionale per la storia del Risorgimento, dal quale avrebbe avuto origine l'attuale Istituto per la storia del Risorgimento italiano. La sua missione è promuovere gli studi sul processo che portò alla nascita dello Stato unitario italiano e, più in generale, sul cosiddetto "lungo Ottocento". Non è una questione di merito delle persone coinvolte, ma di senso dell'operazione: applicare a Gorizia una categoria pensata per un altro processo storico, in un altro contesto geografico, con altri protagonisti.

Acqua di San Giovanni: quali fiori usare e quali evitare per non rischiare allergie


Una stella alpina sulla sabbia

di Sibilla Pinocchio 

Hai mai visto una stella alpina sulla sabbia?

Ti sto per svelare come mai ho posto questa domanda.

In questo torrido inizio d’estate, cosa c’è di più innocuo di un gioco con l’acqua?

Le mamme preparano per i loro bimbi profumati elisir, le influencer consigliano di seguire le vibrazioni e fidarsi dell’istinto e scegliere così, senza leggere nessuna informazione botanica o erboristica, le corolle da immergere nell’acqua di San Giovanni.

Carlo Battisti, lo studioso che ricostruì la Biblioteca di Gorizia e diventò Umberto D

 

Chi era davvero Carlo Battisti? Molti lo ricordano come il protagonista di Umberto D.. Pochi sanno che fu uno dei maggiori linguisti italiani del Novecento e l'uomo che, nel 1919, riaprì la Biblioteca di Gorizia dopo la Grande Guerra.

Ci sono personaggi che sembrano attraversare il Novecento seguendo una sola strada. Carlo Battisti, invece, ne percorse molte contemporaneamente.

Fu linguista, glottologo, bibliotecario, docente universitario, studioso dell'Alto Adige, fondatore di riviste scientifiche e autore di opere che ancora oggi vengono consultate dagli specialisti. Eppure milioni di italiani lo ricordano soprattutto per un ruolo che non aveva mai cercato: quello del pensionato Umberto Domenico Ferrari nel film Umberto D. di Vittorio De Sica.

La sua vita sembra un romanzo. E in parte lo è stata davvero. 

Quando le donne di Gorizia non poterono votare nel 1946

L'articolo pubblicato oggi da Il Piccolo, che riprende le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'Assemblea Costituente, riporta alla luce una pagina della nostra storia che merita di essere conosciuta.

Nel suo intervento, Mattarella ha ricordato che gli abitanti di Gorizia, Trieste, Fiume, Pola e Zara non poterono partecipare né al referendum del 2 giugno 1946, che sancì la nascita della Repubblica, né all'elezione dell'Assemblea Costituente.

Le chiese di Gorizia tra fede, cultura e memoria: la riflessione di dom Stefano Visintin

 


Una riflessione di dom Stefano Visintin sul significato delle chiese nella città contemporanea, tra spiritualità, comunità e memoria collettiva.

In occasione del festival èStoria, che quest'anno ha scelto come tema conduttore le religioni, Italia Nostra e il Club UNESCO di Gorizia hanno ospitato nella sala Ugo Casiraghi dom Stefano Visintin, abate del Monastero di Praglia, teologo e studioso del rapporto tra fede, cultura e società. L'incontro è stato anche l'occasione per presentare il volume dedicato alle chiese di Gorizia, una pubblicazione che raccoglie storia, arte e significati dei principali edifici sacri della città e che può essere richiesta presso la sede di Italia Nostra in via Ascoli.