Due sarcofagi egizi in Slovenia: la storia incredibile di Anton Lavrin e del cimitero di Vipava

Cosa ci fanno due sarcofagi egizi in un piccolo cimitero di Vipava?

La storia di Anton Lavrin, console austro-ungarico in Egitto nell’Ottocento, ci porta tra le piramidi di Giza — o forse Saqqara — tra collezionismo, misteri e documenti ancora da verificare.

Nel 1845, due antichi sarcofagi in granito rosso arrivano in Europa e vengono riutilizzati come tomba di famiglia.

Dall’Unità d’Italia al colonialismo: crisi, brigantaggio e nascita dell’impero africano


di Tassilo Del Franco
 

Nei giorni scorsi, in sala Dora Bassi, Tassilo Del Franco ci ha regalato una chiacchierata davvero densa e interessante. In tanti — sia tra chi c’era, sia tra chi non è riuscito a partecipare — ci hanno chiesto di poterla ritrovare. E così, grazie alla disponibilità di Tassilo, eccoci qui.
Si comincia: prima puntata!

Borgo Castello rinasce: il nuovo Museo della Moda a Gorizia tra memoria e futuro

A Gorizia riapre il Museo della Moda con un nuovo allestimento finanziato dal PNRR. Un racconto tra memoria, identità e rinascita nel cuore di Borgo Castello.

Chi mi conosce lo sa: io Gorizia la guardo sempre con gli occhi di chi cerca il bello, anche quando non è immediato. Sono una da bicchiere mezzo pieno, senza vergogna. Ma oggi, salendo a Borgo Castello, devo dirlo: mi sono emozionata davvero. 

Non è stato solo per un fatto personale — anche se sì, un pezzettino di quella storia lo sento anche mio. Ho partecipato alla ristrutturazione di quell’immobile alla fine degli anni ’80, e tornarci oggi, così trasformato, ha avuto qualcosa di profondamente intimo. È stato come rivedere un luogo conosciuto in un’altra vita, ma con occhi nuovi.

Il sapore dell'infanzia: perché le fragole vere si trovano solo dal produttore locale

Dalle fragoline di bosco in montagna alle fragole del contadino sotto casa: un viaggio nei sapori autentici che il supermercato non potrà mai darti. E la ricetta della ciotola con zucchero e limone.

Ci sono sapori che non si archiviano. Non finiscono nel cassetto dei ricordi insieme alle fotografie sbiadite e ai giocattoli rotti. Rimangono lì, in superficie, vivi, pronti a emergere al primo richiamo. Basta un profumo, un colore, una consistenza sotto i denti — e sei di nuovo lì, a sei anni, con le ginocchia sporche di terra e il sole di maggio che scalda la nuca.

Chi era Ossi Czinner: l’artista del confine dimenticata tra Trieste e il Friuli

Ci sono storie che non arrivano dai libri, ma affiorano quasi per caso, come se fossero rimaste in attesa del momento giusto. Tra i ricordi della mia esperienza lavorativa, ce n’è uno che mi è rimasto particolarmente impresso. Avevo appena iniziato a lavorare nell’ufficio tecnico quando l’ingegnere capo mi fece chiamare nel suo ufficio e mi presentò Agostino Piazza, Tino da Noale. Fu in quell’occasione che compresi quale sarebbe stato il mio incarico: occuparmi dei bandi di concorso nazionali per l’abbellimento artistico degli edifici pubblici. Per me, che non avevo alcuna preparazione artistica, si trattò di una vera rivelazione. Entrai in contatto con artisti non solo regionali, ma anche nazionali, e un mondo che fino a quel momento mi era rimasto estraneo cominciò lentamente a parlarmi.

Il cavallino d’oro celebra i trent’anni dell’Isola della Cona

Riserva naturale della Foce dell’Isonzo: natura, birdwatching e itinerari a pochi chilometri da Gorizia

In un anno in cui il nostro territorio è sempre più al centro dell’attenzione per il turismo culturale e di prossimità, può sembrare quasi paradossale dover ricordare che a pochi chilometri da Gorizia esiste uno degli ambienti naturali più significativi dell’intero Nord Adriatico. Eppure è così. L’Isola della Cona, che proprio quest’anno celebra i trent’anni dall’istituzione della riserva naturale, continua a essere per molti un luogo “vicino ma sconosciuto”, una meta rimandata, una gita che si promette di fare prima o poi.

Nei mesi scorsi ho scritto un libro di fiabe ambientate nei luoghi del nostro territorio. La tipografia me ne ha consegnato le copie proprio nei giorni scorsi: hanno ancora quel buon odore delle cose fresche di stampa, che invita ad aprirle e sfogliarle piano. Un modo semplice, quasi giocoso, per invitare i bambini — e con loro anche i genitori — a fare quelle gite “fuori porta” che a volte dimentichiamo di fare proprio dove viviamo. Nel libro si incontrano le gallerie del Brestovec, la grotta di San Giovanni d’Antro, le cicogne di Fagagna ed anche l’Isola della Cona. Qui vive il cavallo Lino, che deve ancora decidere cosa vuole essere.

Pasquale De Simone: l’esule che costruì il dialogo sul confine di Gorizia

C’è un’assenza che pesa. Nel tempo in cui Gorizia e Nova Gorica sono state Capitale europea della cultura, il nome di Pasquale De Simone è rimasto ai margini del racconto pubblico. Non per mancanza di merito, ma forse per quella discrezione che ha caratterizzato tutta la sua vita. Eppure, proprio nel momento in cui la città ha celebrato il superamento del confine, sarebbe stato naturale — e doveroso — ricordare chi, quando quel confine era ancora chiuso e carico di tensioni, ha lavorato perché diventasse uno spazio di relazione.

Il giorno della sua morte è allora l’occasione per restituire questa mancanza, senza polemica ma con chiarezza. Perché alcune figure non chiedono celebrazioni, ma attenzione. E se non vengono nominate, il rischio non è solo l’oblio: è la perdita di continuità tra ciò che siamo stati e ciò che diciamo di essere oggi.