Il lago di Santa Lucia l'ho costeggiato decine di volte, durante una delle tante gitarelle fuori confine. Bello, quieto, perfettamente inserito nel paesaggio, talmente naturale, almeno ai miei occhi, che non mi ero mai chiesta se fosse sempre stato lì. Invece è artificiale, nato in funzione della centrale idroelettrica di Doblar.
Lo scopro soltanto adesso grazie ad Ana, amica e guida turistica abilitata — tesserino compreso, ci tiene giustamente a precisarlo — che con una certa regolarità riesce a trascinarci alla scoperta di pezzi di Slovenia che abbiamo magari sotto il naso da una vita e dei quali sappiamo pochissimo.
La visita alla centrale è possibile soltanto il sabato e l'organizzazione segue il nostro collaudatissimo metodo: giro di messaggi WhatsApp, adesioni, rinunce, ripensamenti dell'ultimo minuto e, alla fine, conta dei presenti. La giornata, per fortuna, non è particolarmente calda. Ci troviamo al parcheggio prima del ponte del Sabotino, a Salcano, riduciamo il numero delle auto raggruppandoci alla meglio e, in una mezz'ora, siamo davanti alla centrale.






