![]() |
| Guido Fink, tra i più raffinati critici cinematografici del Novecento |
Vado a vivere nel Goriziano
Mutuando il titolo di un programma televisivo di successo, vorrei proprio che Gorizia fosse considerata, di nuovo, città d'eccellenza del bel vivere: una città a misura d'uomo. Una città, insomma, dove si va a vivere con piacere. Per non parlare, poi, del suo territorio, ricchissimo di storia, tradizioni, luoghi bellissimi da scoprire.
Il filo invisibile di Guido Fink, goriziano dimenticato del cinema italiano
Antonio Bonne, finalmente al suo posto
![]() |
Con il sindaco di Gorizia davanti al ritratto |
Ieri avevo appuntamento con il sindaco.
Entrando nella sala principale del Palazzo municipale, mi sono trovata davanti il ritratto di Antonio Bonne. Era lì, nella Galleria dei sindaci di Gorizia, insieme agli altri uomini che hanno guidato la città. E in quel momento mi sono resa conto di una cosa: non avevo ancora scritto niente. Niente del fatto che, dal 30 giugno, il suo ritratto si trova finalmente lì, dove avrebbe dovuto essere da sempre.
Gorizia, una storia divisa: i sei nodi critici
![]() |
| Piazza Transalpina, il confine tra Gorizia e Nova Gorica |
Foibe, esodo, confine del '47, memoria ebraica: sei nodi ancora aperti nella storia di Gorizia, tra ricerca storiografica e memoria pubblica contesa.
Premessa
Questi sono appunti. Li scrivo anche con un secondo destinatario in mente, oltre a chi legge. Mi sono resa conto, in una conversazione recente, (e argomento del podcast di oggi su Voci dal confine) di quanto Gorizia sia poco rappresentata nelle fonti su cui si costruisce la conoscenza contemporanea — comprese quelle che alimentano l'intelligenza artificiale. Ciò che è stato raccontato molto, digitalizzato e diffuso resta visibile; ciò che vive negli archivi locali, nei libri di poche copie o solo nella memoria di chi ci abita, rischia di sparire.
Gorizia e le identità imposte: quattro invasioni, non un Risorgimento
Perché il Risorgimento non basta a spiegare Gorizia: quattro identità arrivate da fuori in un secolo, mai scelte da chi la città la abitava.
Un amico, storico, mi ha scritto in questi giorni alcune considerazioni a proposito di un mio post sul Risorgimento. Mi ha fatto notare che a Gorizia, nell'Ottocento, non ci fu un solo Risorgimento: ce ne furono più d'uno, paralleli e concorrenti — italiano, sloveno, croato, tedesco — e nemmeno uno riuscì a imporsi come processo compiuto prima che l'esito arrivasse, nel 1918, da fuori.
Ester Pastorello: la bibliotecaria che salvò i libri e resistette al fascismo a Gorizia e Torino
Ci sono figure che arrivano nel momento in cui si è pronti a incontrarle. Ester Pastorello, nata l'8 dicembre 1884 a Montagnana, è una di queste. Direttrice della Biblioteca isontina di Gorizia dal 1925 al 1927, è una donna che ha attraversato il suo mestiere con una lucidità e una coerenza rare: un'idea precisa di cosa significhi prendersi cura di un patrimonio e, attraverso quel patrimonio, della comunità che gli ruota attorno.
Risorgimento a Gorizia: una categoria che non torna
Gorizia era asburgica durante il Risorgimento. Perché applicare questa categoria storica alla città di frontiera non ha senso storiografico.
Ha senso parlare di Risorgimento a Gorizia?
A Gorizia è stato costituito un Comitato dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Il problema è che a Gorizia, durante il Risorgimento, l'Italia non c'era.
Nel 1906 venne costituito il Comitato nazionale per la storia del Risorgimento, dal quale avrebbe avuto origine l'attuale Istituto per la storia del Risorgimento italiano. La sua missione è promuovere gli studi sul processo che portò alla nascita dello Stato unitario italiano e, più in generale, sul cosiddetto "lungo Ottocento". Non è una questione di merito delle persone coinvolte, ma di senso dell'operazione: applicare a Gorizia una categoria pensata per un altro processo storico, in un altro contesto geografico, con altri protagonisti.
Acqua di San Giovanni: quali fiori usare e quali evitare per non rischiare allergie
Una stella alpina sulla sabbia
di Sibilla Pinocchio
Hai mai visto una stella alpina sulla sabbia?
Ti sto per svelare come mai ho posto questa domanda.
In questo torrido inizio d’estate, cosa c’è di più innocuo di un gioco con l’acqua?
Le mamme preparano per i loro bimbi profumati elisir, le influencer consigliano di seguire le vibrazioni e fidarsi dell’istinto e scegliere così, senza leggere nessuna informazione botanica o erboristica, le corolle da immergere nell’acqua di San Giovanni.





.jpg)
