Mutuando il titolo di un programma televisivo di successo, vorrei proprio che Gorizia fosse considerata, di nuovo, città d'eccellenza del bel vivere: una città a misura d'uomo. Una città, insomma, dove si va a vivere con piacere. Per non parlare, poi, del suo territorio, ricchissimo di storia, tradizioni, luoghi bellissimi da scoprire.
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Redenzione, una parola che stona
In questi giorni ho sentito ripetere più volte un'espressione che mi ha fatto riflettere: "la seconda redenzione di Gorizia". E confesso che quella parola, redenzione, mi disturba, non perché voglia negare ciò che il 16 settembre 1947 significò per moltissimi goriziani: dopo la guerra, l'occupazione jugoslava, gli arresti, le deportazioni, la paura che Gorizia potesse non rimanere italiana, il ritorno della città alla sovranità italiana fu vissuto da una parte consistente della popolazione come una liberazione, e questo va ricordato. Il problema comincia quando una memoria, legittima e dolorosa, smette di essere una memoria e pretende di diventare la memoria di tutti.
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