Sono nata nel 1950 e ho frequentato le Orsoline di Gorizia. Tra la rondine di Pascoli, la comunione del primo venerdì e il film di Dickens, i miei ricordi si intrecciano con una conferenza sulla storia delle scuole nel Goriziano. Per questo, quando ho letto il titolo, ho avuto la sensazione che parlasse anche un po' di me.
Sono nata in via San Gabriele, una strada che allora si fermava davanti al confine. La scuola materna e le elementari le ho frequentate dalle Orsoline di Gorizia. Rivedo ancora il grembiule bianco con il colletto rosa, le aule ordinate, le suore, le compagne di scuola e quel mondo che oggi sembra lontanissimo ma che continua ad abitare la mia memoria.
Ci sono ricordi che il tempo non è riuscito a cancellare.
Ricordo come fosse ieri, e invece era il 1957. Frequentavo la prima elementare quando ci fecero imparare a memoria la poesia X Agosto di Giovanni Pascoli.
"San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla..."
Ma ciò che mi colpiva non erano le stelle. Era la rondine.
"Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero..."
Io soffrivo terribilmente per quella povera rondine che non sarebbe più tornata al nido dai suoi piccoli. Ancora oggi mi stupisco di quanto quel dolore immaginato fosse reale per una bambina di sei anni.
Ricordo poi la Messa del primo venerdì del mese. Tutta la classe si recava in chiesa per la comunione. Oggi può sembrare strano, ma allora bisognava essere digiuni da almeno tre ore prima di ricevere l'Eucaristia. Così ognuno di noi portava da casa un piccolo thermos. Finita la funzione, finalmente potevamo fare colazione. Ricordo ancora il vapore che usciva dai tappi svitati e il profumo del latte caldo nelle mattine d'inverno.
E poi c'era Natale.
Le suore organizzarono la proiezione di un film tratto da Canto di Natale di Charles Dickens. Ricordo soprattutto il fantasma. Mi terrorizzò. Per giorni ebbi paura del buio e delle ombre che si allungavano sulle pareti della camera. Oggi sorrido pensando a quella bambina impressionabile, ma allora quelle immagini erano terribilmente vere.
Chissà se quelle paure, quelle tristezze, quelle emozioni vissute così intensamente hanno contribuito a fare di me la persona che sono diventata. Forse sì. Forse sono proprio questi piccoli episodi, apparentemente insignificanti, a costruire il nostro modo di guardare il mondo.
Forse è anche per questo che trovo particolarmente affascinante la conferenza "Le fonti archivistiche delle scuole nel Goriziano nella prima metà del XX secolo (1900-1950)", in programma giovedì 11 giugno alle ore 18 a Palazzo Coronini Cronberg.
Attraverso documenti, registri scolastici, fotografie e materiali conservati negli archivi, Milena Černe e Marco Plesnicar ci accompagneranno in un viaggio nella storia della scuola in un territorio di confine che ha conosciuto cambiamenti profondi e continui.
Le scuole non custodiscono soltanto registri e pagelle. Custodiscono vite. Custodiscono la memoria di generazioni di bambini e bambine che hanno imparato a leggere, a scrivere, a pregare, a sognare e anche ad avere paura.
Io sarò certamente tra il pubblico. E forse, tra una fotografia e un vecchio registro scolastico, ritroverò qualche frammento di quella bambina con il grembiule bianco e il colletto rosa che, nel 1957, piangeva per una rondine di Pascoli.
📍 Palazzo Coronini Cronberg – Salone centrale
📅 Giovedì 11 giugno 2026
🕕 Ore 18.00
🎟️ Ingresso libero
