La primavera in Friuli Venezia Giulia regala una meravigliosa avventura tra sapori autentici e natura rigogliosa. Dai monti al Carso, passando per prati, fiumi e lagune, ogni luogo offre erbe spontanee uniche, protagoniste di piatti tradizionali e nuove creazioni gastronomiche. Bruscandoli, sclòpit, asparagi selvatici, aglio orsino, tarassaco e molte altre piante sono pronte per essere raccolte, trasformando una semplice passeggiata in un’esperienza gustosa e coinvolgente. Insomma, basta prendere il cestino e ..... andare!
Ogni anno, con l'arrivo della primavera, cresce la mia impazienza di tornare nei boschi vicino a casa per raccogliere i germogli teneri del pungitopo. Questa passione non è nata subito. Infatti, quand' ero bambina non li conoscevo neppure. A quei tempi si andava a bruscandoli! Non conoscevo molte erbe spontanee, a parte il tarassaco—detto anche cicoria selvatica o dente di leone—quella pianta quasi invadente che in primavera riempie il giardino di fiori gialli e che poi, grazie ai suoi soffioni leggeri, sparge i semi ovunque.
Non ricordo quando, per la prima volta ho scoperto il pungitopo, quella pianta che a Natale si usa per decorare la casa perchè le sue bacche rosse fanno molta atmosfera. Sta di fatto che ormai è una passione che si rinnova ogni Primavera, diventando un piccolo rito personale. Adoro i germogli cucinati in ogni modo: in una soffice frittata, saltati nelle uova strapazzate o protagonisti di un delizioso risotto. Per fortuna, questa pianta non è molto nota, quindi posso raccoglierne senza il timore di rimanere a mani vuote. L'unico inconveniente sono le zecche, sempre in agguato tra le foglie umide, ma con un po' di attenzione il piacere di questa attività prevale decisamente sul rischio.
La raccolta e l’utilizzo delle erbe spontanee in cucina hanno origini antichissime, risalenti addirittura alla preistoria, quando l'uomo imparò per necessità a riconoscere le piante commestibili da quelle tossiche. Nel tempo, soprattutto nelle campagne del Goriziano, si è tramandata questa preziosa conoscenza, integrandola stabilmente nella cultura gastronomica locale. Durante periodi di scarsità alimentare, le erbe selvatiche diventarono risorsa fondamentale, simbolo di resilienza e creatività culinaria. Oggi questa tradizione rivive una nuova popolarità, apprezzata sia da chef stellati che dagli appassionati di cucina casalinga.
Tra le numerose erbe spontanee che possiamo raccogliere nella zona del Goriziano ci sono, oltre al pungitopo, il bruscandolo (luppolo selvatico), perfetto per realizzare uno squisito risotto dal gusto delicatamente amarognolo. Basta soffriggere una cipolla, aggiungere i bruscandoli spezzettati, tostare il riso, sfumare con vino bianco e portare a cottura con brodo caldo, mantecando poi con burro e parmigiano.
Anche l’aglio orsino è una delizia tipica delle nostre zone boschive. Si raccoglie facilmente per preparare un pesto profumato frullando le foglie con pinoli, parmigiano e olio extravergine, ideale per condire pasta fresca o crostini caldi.
Infine, non può mancare la frittata di pungitopo: sbollenta velocemente i germogli, saltali in padella con olio e aglio, aggiungi uova sbattute, sale e pepe, e cuoci a fuoco dolce per ottenere una pietanza saporita e genuina.
Andare a caccia di erbe spontanee è un modo per vivere pienamente il territorio, riscoprendo sapori autentici che ci riconnettono alla nostra storia e alla natura che ci circonda.
Peraltro, i limiti regionali imposti per la raccolta delle erbe spontanee fanno quasi sorridere, considerando che è praticamente impossibile per una persona raccoglierne una quantità anche solo vicina a quella stabilita dalla Regione.
