Giardini, Balconi Fioriti e Orti 2026 Facciamo rifiorire le nostre città con i migliori spazi verdi di casa

Torna per il settimo anno il concorso più verde della città! Il Centro per la Conservazione e Valorizzazione delle Tradizioni Popolari di Borgo San Rocco, instancabile custode delle tradizioni cittadine ed anche super attivo nel promuovere il territorio, lancia la nuova edizione del concorso dedicato ai giardini, ai balconi fioriti e agli orti domestici. Coopera alla realizzazione del concorso, per il quarto anno consecutivo, l'associazione Turistično Društvo di Nova Gorica, partner convinto ed entusiasta dell'iniziativa, e collabora inoltre, per il secondo anno consecutivo, l'Associazione goriziana Animalíe odv.

Anche nel 2026 il concorso si amplierà con ulteriori offerte formative e di reciproca conoscenza: saranno proposte conferenze tematiche e passeggiate in città alla scoperta del verde pubblico e privato. Il concorso e tutti gli eventi sono aperti alle cittadinanze e saranno sempre garantite le traduzioni simultanee in italiano e sloveno.

Eredità interrotte. La casa rossa sotto il monte

Se c’è una cosa che mi dispiace molto è che i miei cugini abbiano demolito la casa dove mia nonna visse a Palazzo, subito sotto il monte. Capisco le loro necessità. Capisco il modernismo. Capisco anche che quella casa probabilmente non aveva fondamenta solide. Ma il ricordo di quella facciata rossa con la riga bianca, quasi sotto il sasso di San Belin, è rimasto immutato nella mia mente.

Era una casa povera, essenziale, costruita per resistere più che per durare. Eppure dentro quelle mura si custodiva un sapere che non ha mai trovato posto nei libri.

Un pomeriggio tra la carta a cavallo del confine

Ci sono luoghi che non si visitano soltanto. Si attraversano con passo leggero, quasi in punta di piedi. E quando si esce, si ha la sensazione di aver portato via con sé qualcosa di invisibile: un silenzio, un pensiero, una piccola emozione che continua a lavorare dentro.

È quello che mi è successo nei giorni scorsi, insieme a un gruppo di amici, durante la visita alla biblioteca del convento della Castagnavizza

Mrzli Vrh, la cima fredda che in marzo si accende di crocus

Ci sono luoghi che non fanno rumore. Non compaiono nelle guide patinate, non hanno piazze monumentali né lunghe file davanti a un museo. Eppure restano dentro, come certe parole dette sottovoce. Mrzli Vrh, sopra Žiri, è uno di questi.

A dire il vero, da un paio d’anni questo nome torna a comparire con una certa puntualità sul mio schermo. Qualcuno posta su Facebook fotografie meravigliose: prati letteralmente accesi di crocus, onde viola e bianche che sembrano dipinte. Io guardo, mi incanto… e poi scopro che ormai è tardi. La stagione sta finendo, la fioritura è già al culmine o addirittura al tramonto. E così rimando. “L’anno prossimo”, mi dico.

Gorizia, città perfetta per viverci. Parola di studentessa

Ci sono giornate che sembrano costruite apposta per ricordarti perché ami raccontare i luoghi. La mia è stata una di quelle. Questa mattina ero a Concordia Sagittaria per presentare il mio libro Donne tra due mondi. Come sempre accade, prima ancora di parlare delle storie del libro, ho parlato della mia città: Gorizia. Ho raccontato di una città di confine, di una città che ha sofferto, di una città che porta addosso le cicatrici della storia ma anche una straordinaria ricchezza culturale. In fondo mi succede spesso: parto per parlare di un libro e finisco per fare quasi da ambasciatrice della mia città, una specie di testimonial involontaria di turismo culturale.

Le Aleksandrinke: le donne del Goriziano che conquistarono l’Egitto

IL COMMIATO è il primo passo dalla porta chiusa nel silenzio della rugiada del primo mattino mentre mi allontano oltre le case ferite e spente sola muovo i passi silenziosa e invisibile verso l'alone di luce dove la mia e le altre solitudini si incontrano... siamo in tre insieme scivoliamo nell'angoscia le ruote del treno soffocano l'inquietudine della partenza oltre il Carso verso Trieste dove la folla ci stringe in un triplice abbraccio una minuta pioggia salata ci veste di un manto umido e grigio sulla nave a vapore ci stringiamo fra le corde e il parapetto onde umane scivolano via porgiamo il volto ai raggi del sole che dora le vetrate delle case abbarbicate sul monte tendiamo le braccia in un addio doloroso nel fischio della nave annega il suono delle campane oscilliamo oscilliamo sempre più forte il mondo vacilla è mezzogiorno le famiglie siedono a tavola anche le nostre senza di noi senza la mamma