Da Gorizia a Shanghai, dal Giappone Meiji a Costantinopoli: la storia di Enrico de Calice, diplomatico asburgico dimenticato e decano d'Europa.
C'è un crocicchio, a Gorizia, accanto alla vecchia Casa Rossa, dove per
generazioni le famiglie borghesi si sono salutate prima delle grandi partenze.
Anton von Mailly lo ricordava così: un ultimo sorso alla salute, un ultimo
bacio, una stretta di mano, e poi il fazzoletto colorato tirato fuori dalla
marsina per asciugare le lacrime. Perché separarsi, scriveva, è sempre una
sofferenza — soprattutto quando chi parte va a Vienna a studiare legge, e la
ferrovia non esiste ancora, e la distanza si misura in giorni di carrozza e in
mesi di silenzio.






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