Se dovessi chiedere
indifferentemente ad un uomo o ad una donna che hanno avuto a che fare con
culle e pannolini se il nome Fissan ricorda loro qualcosa non ho alcun dubbio
sul loro stupore alla domanda. Ciò in quanto la pasta Fissan sta a neonato come
brioche sta a cappuccino o come fantascienza sta a Guerre stellari.
Credo siano in pochi,
invece, coloro i quali conoscono la storia del signor Fissan, come comunemente
veniva chiamato Osiride Brovedani il quale, nella cantina di via Alberti 6 a
Trieste, produceva la panacea per culetti arrossati. Uomo dalla complessa
personalità, (Trieste, 11 febbraio 1893 – 2 luglio 1970) è stato un
imprenditore e benefattore italiano. Non facile da comprendere e conoscere
senza nominare le sue due creature: la Fissan e la Fondazione che porta il suo
nome. In esse si racchiude, in un certo senso, tutta la vita di un uomo, che,
dopo aver raggiunto l’apice della sua attività creativa e produttiva nella
Fissan, si è voluto ricordare di quella che era stata la sua base di partenza
ardua, difficile e sofferta, che lo indusse, in uno slancio di umana
solidarietà ed altruismo, a voler risparmiare a quanti più giovani poteva le
sue sofferenze e offrire loro la sua esperienza per affrontare la vita con
quella serenità e sicurezza che a lui erano mancate.






