Lyduska, la contessa di Salcano


Oggi Gorizia è una città diversa. Il confine lo varcano soprattutto gli italiani, verso est, per divertirsi e lavorare nella Nova Gorica un tempo titina, diventata la più classica delle città del capitalismo globalizzato, con grattacielo in costruzione, un ateneo pieno di docenti stranieri e giovani poliglotti, piste ciclabili, scuole d’eccellenza, banda larga ovunque e divertimento a ogni ora. A ovest, in Italia, rimangono i pensionati e arrivano i migranti della rotta balcanica, in cerca di un passaggio verso l’Europa Occidentale, così come un tempo era il ventre molle della Cortina di Ferro, il passaggio più semplice per i cittadini in fuga dall’Europa dell’Est. Questo l’ultimo paragrafo dell’articolo “Il Muro di Gorizia, prima di Berlino” pubblicato dalla rivista telematica ilpost.it che ogni residente a Gorizia dovrebbe leggere. Ed anzi, lo dovrebbero leggere soprattutto coloro i quali non hanno radici cittadine e quindi non possono conoscere le travagliate vicende che la città ha vissuto il secolo scorso. Una storia, quella raccontata da Francesco Cancellato che, incredibilmente, esce lo stesso giorno in cui nelle librerie cittadine è stata posta in vendita la biografia di Lyduska Hornik de Nordis che sul quel confine ha vissuto ogni estate, nella villa di Salcano. La storia, narrata da Anna Cecchini che è accompagnata anche da tantissime foto inedite e messe a disposizione da Romano Facca, sarà presentata al pubblico venerdì prossimo 15 novembre, alle 17.30, nella sala convegni della Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia di via Carducci.  Un appuntamento da non perdere per coloro i quali, come me del resto, sono sempre rimasti affascinati da questa donna straordinaria che ha vissuto, come giustamente ricorda il titolo del libro, una vita tra due mondi.

Il libro edito dalla MGS Press di Carlo Giovanella è in vendita nella libreria Faidutti di via Oberdan, Ubik corso Verdi e Antonini corso Italia.

Le stagioni del giardino: l'autunno

Stefano Morsolin, che definire capo giardiniere del giardino Viatori, è riduttivo, perché ne è il custode ed anima dello stesso, amando le piante e fiori come le api amano il polline, sarà presente in sala Dora Bassi, mercoledì 23 ottobre alle 18. Stefano fa parte del Circolo di giardinaggio del FVG Amici in giardino, fin dalla sua costituzione e, in qualità di esperto del verde (è perito agrario diplomatosi all’istituto Brignoli di Gradisca d’Isonzo) collabora con molti circoli sia italiani che sloveni. Ha partecipato e partecipa a convegni; ma soprattutto è un esteta, capace di trasformare un pezzetto di terra in un luogo magico, come ben lo dimostra il suo giardino le cui foto sono visionabili nel suo profilo facebook. “L’amore è come una pianta preziosa. Non puoi solo accettare di riceverla e lasciarla appoggiata sulla credenza o fare finta che sopravvivrà da sola. Dovrai continuare ad innaffiarla. Dovrai davvero prendertene cura e nutrirla” diceva John Lennon. Stefano Morsolin racconterà come prendersi cura del giardino di casa a partire dall’autunno. Perché la stagione che sta avanzando, lungi dall’essere la stagione del non far niente, è il periodo in cui si gettano le basi per giardini di favola. Insomma, proprio quello che ciascuno di noi almeno una volta ha sognato di avere.

Merna: il cimitero diviso


Miren/Merna: località di vera frontiera, anzi sulla frontiera. Cimitero: “Spomni se name” scritto dovunque.
Ricordati di me. Non occorre andare a Berlino per vedere tracce di storia, di muri, di fili spinati, di città divise. A imperitura memoria di quanto noi Litoranei abbiamo sofferto nel secolo scorso, da poco è sorto uno dei musei di nicchia più particolari al mondo. Anzi unico. Ingresso gratuito. È piccolo ma di enorme portata e interesse. Il cimitero in questione fu, come in molti altri casi di tratteggio a tavolino dei confini dopo la Seconda Guerra mondiale, tagliato in maniera insensata letteralmente in due. Metà tombe rimanevano in Jugoslavia, metà in Italia. Anzi peggio. Alcune tombe furono proprio attraversate dal filo spinato: il morto apparteneva metà a un paese metà all’altro. Nel museo potrete leggere come molte tombe per anni non poterono essere curate, perché “dall’altra parte” e ci si rimetteva reciprocamente al buon senso del vicino, guardando la tomba del proprio caro oltre il filo spinato.

Luoghi da scoprire (o riscoprire) vicino a casa


La foto è di Martina Luciani

Le ricchezze del nostro territorio le diamo, sempre, tutte per scontate. E così, succede che decidiamo di andare al mare a Miami Beach, ignorando che la spiaggia ed il mare di Lignano sabbiadoro sono di gran lunga più belli di quelli della città americana. Per non parlare della smania per la scelta della meta da raggiungere in occasione delle, desiderate ansiosamente e avidamente, ferie. Non lo nego: anch’io nei lunghi anni di lavoro le ho attese ed utilizzate per scoprire il mondo. Nella consapevolezza che la geografia politica la puoi imparare bene soltanto viaggiando e conoscendo, quindi, direttamente, situazioni e tradizioni che altrimenti ti sarebbero precluse.

Tesori cittadini: il giardino Viatori


Quando mercoledì scorso 22 maggio ho visitato, assieme ad un gruppo di amici, il Giardino Viatori il rischio della pioggia era alto. Questo maggio non ci ha regalato le belle giornate di sole alle quali, forse anche soltanto nell’immaginario, siamo abituati. Fortunatamente, invece, il cielo appena velato ha reso gradevolissima la riscoperta di questo tesoro cittadino che andrebbe visitato almeno un paio di volte all’anno, o anche di più, in contemporanea con le diverse fioriture delle camelie, delle azalee, delle magnolie, delle ortensie e via dicendo. Perché la sua ricchezza, come i veri giardini, è la sua mutevolezza, il suo trasformarsi di settimana in settimana, di mese in mese. Inverno compreso. Perfino il sottobosco, quello più nascosto sotto le azalee nella scarpata dal quale prende avvio il percorso delle visite guidate, è un profluvio di ellebori, bucaneve, primule e ciclamini. Ed è quindi un gran peccato che il giardino sia aperto al pubblico soltanto un paio di mesi all’anno. Anche se, fortunatamente, per i gruppi organizzati e previa prenotazione, è possibile la visita in tutti i mesi dell’anno.

Sua maestà la Rosa a Gorizia ed in regione


Il labirinto del castello di Cordovado

Credo di non essere la sola che si emoziona davanti alla magnificenza che la natura ci offre. Sia essa spontanea o costruita è lo stesso. Insomma, quando vedo una distesa di fiori non riesco a restare indifferente; ed infatti ho già segnato in agenda un'escursione sul monte Veliki Golica, per ammirare il tripudio di narcisi, che soltanto quest'anno ho scoperto esistere. Da gennaio in poi, non c’è mese in cui l’occhio e l’anima non abbiano l'opportunità di godere delle bellezze del creato; ma il mese di maggio è certamente quello più gratificante perché offre una moltitudine di occasioni straordinarie, sia in città che a un’ora o due da casa. Vediamole assieme.

Scoppia la Primavera a bordo strada


La Primavera, nonostante quest’anno non si sia ancora pienamente manifestata nella sua caratteristica principale, ovvero nelle temperature più miti, offre comunque mille motivi per deliziare occhi e spirito.  Soprattutto per coloro i quali hanno la possibilità, ovvero il tempo, per godere della natura che si trasforma, visitando i parchi ed i giardini della città, che sono comunque tanti, giardino Viatori in primis. Il giardino è visitabile nei pomeriggi (dalle 15 alle 19) dei giorni festivi e prefestivi fino al 2 giugno, con visita guidata alle 17.