Anche nel 2026 il concorso si amplierà con ulteriori offerte formative e di reciproca conoscenza: saranno proposte conferenze tematiche e passeggiate in città alla scoperta del verde pubblico e privato. Il concorso e tutti gli eventi sono aperti alle cittadinanze e saranno sempre garantite le traduzioni simultanee in italiano e sloveno.
Mutuando il titolo di un programma televisivo di successo, vorrei proprio che Gorizia fosse considerata, di nuovo, città d'eccellenza del bel vivere: una città a misura d'uomo. Una città, insomma, dove si va a vivere con piacere. Per non parlare, poi, del suo territorio, ricchissimo di storia, tradizioni, luoghi bellissimi da scoprire.
Giardini, Balconi Fioriti e Orti 2026 Facciamo rifiorire le nostre città con i migliori spazi verdi di casa
Eredità interrotte. La casa rossa sotto il monte
Era una casa povera, essenziale, costruita per resistere più che per durare. Eppure dentro quelle mura si custodiva un sapere che non ha mai trovato posto nei libri.
Un pomeriggio tra la carta a cavallo del confine
È quello che mi è successo nei giorni scorsi, insieme a un gruppo di amici, durante la visita alla biblioteca del convento della Castagnavizza
Mrzli Vrh, la cima fredda che in marzo si accende di crocus
A dire il vero, da un paio d’anni questo nome torna a comparire con una certa puntualità sul mio schermo. Qualcuno posta su Facebook fotografie meravigliose: prati letteralmente accesi di crocus, onde viola e bianche che sembrano dipinte. Io guardo, mi incanto… e poi scopro che ormai è tardi. La stagione sta finendo, la fioritura è già al culmine o addirittura al tramonto. E così rimando. “L’anno prossimo”, mi dico.
Gorizia, città perfetta per viverci. Parola di studentessa
Le Aleksandrinke: le donne del Goriziano che conquistarono l’Egitto
Intervista al prof. Raoul Pupo — Confini, frontiere, storia e memoria
Tra i relatori, l’intervento del professor Pupo è stato quello che più ha centrato il tema: non soltanto per la chiarezza espositiva, ma per la capacità di mostrare come il concetto di confine acquisti senso solo se messo in relazione con quello di frontiera, e come la storia e la memoria incidano concretamente nella vita delle comunità. Per questo ho cercato, insieme a lui, di ricondurre in forma di dialogo i nodi principali della sua riflessione. Il suo percorso di studioso — anche come membro della Commissione mista storico-culturale italo-slovena — costituisce infatti un osservatorio privilegiato per comprendere queste dinamiche. Era inoltre un incontro che desideravo da tempo: alcuni suoi lavori fanno parte della bibliografia consigliata nel mio volume Donne tra due mondi, proprio perché aiutano a leggere le esperienze individuali dentro la complessità delle terre di frontiera.






