Antonio Bonne, finalmente al suo posto

Con il sindaco di Gorizia davanti al ritratto 

Dal 30 giugno il ritratto di Antonio Bonne è esposto nella Galleria dei sindaci di Gorizia. La storia del primo sindaco eletto dopo l’annessione all’Italia. 

Ieri avevo appuntamento con il sindaco.

Entrando nella sala principale del Palazzo municipale, mi sono trovata davanti il ritratto di Antonio Bonne. Era lì, nella Galleria dei sindaci di Gorizia, insieme agli altri uomini che hanno guidato la città. E in quel momento mi sono resa conto di una cosa: non avevo ancora scritto niente. Niente del fatto che, dal 30 giugno, il suo ritratto si trova finalmente lì, dove avrebbe dovuto essere da sempre.

Antonio Bonne fu il primo sindaco eletto dopo le prime elezioni amministrative svoltesi in seguito all’annessione di Gorizia all’Italia. Venne eletto il 1° febbraio 1922, in uno dei periodi più difficili e tormentati della storia cittadina.

Il suo mandato durò soltanto pochi mesi. Dopo l’affermazione del fascismo e l’irruzione degli squadristi in Municipio, Bonne si rifiutò di aderire al Partito nazionale fascista e, il 16 novembre 1922, presentò le dimissioni, dopo che il 2 novembre i fascisti avevano occupato il Municipio.

Scelse di non piegarsi.

Per più di un secolo il suo nome è rimasto ai margini della memoria pubblica. Eppure Antonio Bonne non fu una figura secondaria: fu il primo sindaco scelto dagli elettori nella nuova Gorizia italiana. La brevità del suo mandato non ne diminuisce il valore; semmai lo rende ancora più significativo, perché racconta il prezzo della coerenza in un tempo in cui essere coerenti poteva costare tutto.

Vedere oggi il suo ritratto nella Galleria dei sindaci non è soltanto una soddisfazione personale. È una restituzione.

Una cornice, certo, non può correggere la storia. Ma può rimettere una persona al proprio posto.

E Antonio Bonne, dal 30 giugno, è finalmente lì.

Dove gli spetta.

Noticina: Poichè ero particolarmente emozionata, non posso negarlo, mi ero preparata alcuni appunti che avrei consegnato alla stampa qualora avessi perso il filo del discorso. Poi, il Sindaco Ziberna ha fatto un intervento talmente chiaro ed esaustivo che veramente c'era da aggiungere molto poco.

Comunque, questa la mia presentazione: 

Quando si parla di Gorizia si usa spesso la parola "confine". Appartiene alla geografia e alla politica, e indica una linea che separa. Ma c'è un'altra parola che racconta meglio l'essenza di questa città: "frontiera".

La frontiera non è una linea. È un luogo di incontro. Uno spazio in cui persone diverse imparano a conoscersi, a convivere, a costruire qualcosa insieme. È una realtà umana e culturale prima ancora che geografica.

Per secoli Gorizia è stata questo. Una città in cui italiani, sloveni, friulani, tedeschi ed ebrei hanno condiviso le stesse strade, gli stessi mercati, gli stessi luoghi della vita quotidiana.

Antonio Bonne apparteneva a questo mondo.

La sua esperienza di sindaco fu breve. Eletto il 1° febbraio 1922, si dimise il 16 novembre dello stesso anno, poche settimane dopo la marcia su Roma, piuttosto che iscriversi al partito fascista. Pochi mesi soltanto. Ma il significato di una figura pubblica non si misura sempre sulla durata del suo mandato.

Bonne rappresenta una generazione che visse il passaggio difficile tra due epoche: la Gorizia asburgica e la Gorizia italiana. Una generazione che conosceva il valore della convivenza, e che proprio per questo non fu disposta a rinnegarlo.

Per questo il suo ritratto trova oggi la sua giusta collocazione nella galleria dei sindaci.

Desidero ringraziare il sindaco per aver accolto la proposta di collocare Antonio Bonne accanto agli altri amministratori della città. Non si tratta soltanto di appendere un quadro a una parete. Si tratta di completare un racconto.

Le istituzioni hanno il compito di amministrare il presente, ma anche quello di custodire la memoria collettiva. E la memoria è tale soltanto quando comprende tutte le sue pagine.

La galleria dei sindaci racconta la storia civile di Gorizia. Da oggi quel racconto sarà più completo.

In una città che ha fatto e ancora fa del dialogo tra lingue e culture diverse uno dei propri tratti distintivi, la figura di Bonne conserva un significato attuale. Ci ricorda che la vera ricchezza di questa terra non è mai stata il confine che divide, ma la frontiera che mette in relazione.

Per questo oggi non celebriamo soltanto un uomo. Celebriamo una parte della storia di Gorizia che torna finalmente al proprio posto.

 

Per approfondire

Per presentare alla città la figura di Antonio Bonne avevo organizzato lo spettacolo teatrale Un uomo perbene, andato in scena due volte, il 2 e il 20 febbraio di quest’anno, nella Sala Incontro di San Rocco.

Il 20 febbraio si era svolto anche il convegno Novecento goriziano, durante il quale Elio Candussi, Luciano Patat e Stefano Visintin avevano approfondito la figura e il ruolo storico di Antonio Bonne. Dom Stefano Visintin aveva inoltre proposto una riflessione più ampia sull’importanza della memoria per una comunità: perché ricordare non significa soltanto guardare al passato, ma comprendere meglio ciò che siamo diventati.

Chi desidera vedere lo spettacolo può trovarlo su YouTube a questo link:

https://www.youtube.com/watch?v=zcG85K0oTbw

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