La cappella tra le montagne e la storia di Paola Gonzaga

Tra le montagne dell’Alta Pusteria esiste una piccola cappella dedicata a Santa Maria Maddalena che, a uno sguardo distratto, potrebbe sembrare solo una delle tante chiese votive alpine. Non domina il paesaggio, non possiede la monumentalità delle grandi architetture rinascimentali, non racconta vittorie militari né trionfi dinastici. Eppure quella cappella è legata a una figura che attraversa un momento cruciale della storia tra Italia e mondo germanico: Paola Gonzaga.

Fu lei a volerne la costruzione, probabilmente in seguito a un voto formulato durante uno dei suoi soggiorni termali. Le fonti parlano infatti di una salute fragile, di dolori cronici e di un “mal di cuore” che la accompagnò per gran parte della vita. Paola cercò sollievo alle terme di Abano e in quelle di Braies, in territori che oggi appaiono periferici ma che nel Quattrocento erano parte di una rete vitale di comunicazioni alpine. La cappella nasce in quel contesto, come risposta personale alla malattia, come gesto di devozione, ma anche come traccia concreta della presenza di una donna spesso ricordata solo in funzione delle strategie dinastiche che la riguardarono.

Paola Gonzaga nacque a Mantova nel 1464, figlia di Ludovico III Gonzaga e di Barbara di Brandeburgo. Crescere nella corte mantovana significava vivere nel cuore del Rinascimento italiano. Mantova, in quegli anni, era un centro culturale di primo piano, frequentato da artisti e umanisti; Andrea Mantegna stava affrescando la Camera degli Sposi nel Palazzo Ducale e proprio in quell’opera compare anche Paola, ancora bambina, ritratta accanto alla madre. La sua formazione fu coerente con l’ambiente in cui visse: studi classici, familiarità con la letteratura latina e con i testi religiosi, un’educazione che andava oltre la semplice preparazione matrimoniale. Il suo corredo nuziale avrebbe incluso libri di Cicerone, Virgilio, Sant’Agostino, Dante e Petrarca, segno di una cultura effettiva e non solo simbolica.

Nel 1478, a soli quattordici anni, Paola fu data in sposa a Leonardo di Gorizia, ultimo conte della dinastia dei Meinhardiner. In quel periodo i matrimoni nobiliari non erano un affare privato ma strumenti di politica internazionale. Servivano a consolidare alleanze, a rafforzare equilibri territoriali, a prevenire conflitti o a ridefinire rapporti di forza. La contea di Gorizia occupava una posizione strategica tra il Friuli veneziano, i domini imperiali e le vie alpine verso il Tirolo; l’unione con i Gonzaga rappresentava per Leonardo un rafforzamento di prestigio e per Mantova un ampliamento delle relazioni verso il mondo germanico. Paola attraversò le Alpi portando con sé un ricco corredo fatto di abiti, argenti, libri e cassoni decorati, trasferendo simbolicamente un frammento della cultura rinascimentale mantovana in una corte più austera e periferica.

La vita a Gorizia e a Lienz si svolse in un contesto molto diverso da quello mantovano. Se Mantova era una corte artistica brillante, Gorizia era una realtà di frontiera, segnata dalla sua posizione geopolitica. Paola mantenne rapporti epistolari con la famiglia e continuò a utilizzare l’italiano, diventando una presenza che incarnava il legame tra due mondi culturali. Nel 1479 diede alla luce una bambina che morì poco dopo la nascita. Non vi furono altri figli. In una società dinastica l’assenza di eredi non era solo una tragedia personale ma un problema politico, perché rendeva incerta la continuità del potere. Leonardo rimase l’ultimo rappresentante maschile della sua linea.

Negli anni successivi la salute di Paola rimase precaria. I soggiorni termali testimoniano un corpo fragile, ma anche una volontà di resistere. La cappella votiva costruita in seguito al suo voto rappresenta, in questo quadro, l’unico gesto che possiamo attribuire direttamente alla sua iniziativa personale, non mediato da trattative diplomatiche o da obblighi dinastici. È un elemento minore rispetto alle grandi vicende politiche, ma proprio per questo rivela una dimensione più autentica della sua figura.

Paola morì tra la fine del 1496 e l’inizio del 1497. Le fonti non concordano con assoluta precisione sulla data, ma è certo che la sua morte precedette di pochi anni quella del marito. Quando Leonardo morì nel 1500 senza eredi, la contea di Gorizia passò sotto il controllo degli Asburgo, in particolare dell’imperatore Massimiliano I, che rivendicava diritti sulla successione. Non si trattò di una conquista militare spettacolare ma di un passaggio dinastico e giuridico che ebbe conseguenze profonde: Gorizia entrò stabilmente nell’orbita asburgica e si chiuse la stagione dell’autonomia comitale. Quel passaggio modificò gli equilibri politici dell’area alpino-adriatica e segnò l’inizio di una nuova fase nella storia del territorio.

Nel Duomo di Gorizia una grande lastra marmorea ricorda la coppia comitale, con Leonardo raffigurato in armatura e Paola accanto a lui con lo stemma Gonzaga. Non sappiamo con certezza dove siano oggi le sue spoglie, poiché le fonti non permettono un’identificazione definitiva del luogo di sepoltura. Tuttavia la memoria della contessa sopravvive attraverso monumenti, documenti e soprattutto attraverso quella piccola cappella alpina che rappresenta un gesto di devozione e insieme una testimonianza storica.

Paola Gonzaga non fu una sovrana nel senso pieno del termine, non guidò eserciti e non firmò trattati, ma la sua vita si colloca esattamente nel punto in cui si chiude un capitolo della storia goriziana e se ne apre un altro sotto il dominio asburgico. Nata nel cuore del Rinascimento italiano e vissuta in una terra di confine, rappresenta una figura di passaggio tra due mondi culturali e politici. La cappella tra le montagne non è soltanto un edificio religioso: è il segno concreto di quella presenza, fragile ma significativa, che accompagna la fine di una dinastia e l’inizio di una nuova stagione politica.

Fonti consultate

Isabella Lazzarini, Gonzaga, Paola, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 57, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, 2001. Sergio Tavano, Paola Gonzaga, in Nuovo Liruti. Dizionario biografico dei Friulani, Forum Editrice Universitaria Udinese, 2015. Paolo Cosmacini, Paola Gonzaga, in Enciclopedia delle Donne, 2019. Andrea da Schivenoglia, Cronaca mantovana (sec. XV). Studi storici sulla contea di Gorizia e sul passaggio agli Asburgo alla fine del XV secolo.

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